Litigano sul ritmo dell'AI. Tu hai un ricambio?
Il 12 settembre Dario Amodei ha chiesto all'industria di rallentare. In due giorni sono arrivate le risposte di Trump, di Pechino e di NVIDIA. Mentre si discute del ritmo dei modelli di frontiera, il ritmo che tocca a te arriva senza dibattito: il 16 settembre OpenAI ha messo una data allo spegnimento dei GPT.
<div>Il 12 settembre 2026 Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha pubblicato un saggio dal titolo esplicito, «We Must Pace the Frontier». La tesi sta in una riga: le capacità dei modelli crescono più in fretta della nostra capacità di comprenderli e di costruirci attorno sistemi di sicurezza adeguati, per cui chi li sviluppa dovrebbe andare più piano. Rallentare, precisa lui, significa allungare il passo e non fermarsi, con valutatori esterni che entrano nei laboratori, standard comuni fra le aziende occidentali e un tentativo di coordinamento perfino con i governi autoritari.</div>
<div><br></div>
<div>Nel giro di due giorni sono arrivate tutte le risposte possibili. Donald Trump ha attaccato Amodei per nome e ha liquidato le preoccupazioni sulla sicurezza come «una bufala»: gli Stati Uniti non possono frenare mentre competono con la Cina.</div>
<div><br></div>
<div>Lunedì 14, all'All-In Summit di Los Angeles, dove Jensen Huang stava discutendo proprio di quel saggio, il presidente ha telefonato in diretta e si è ritrovato in vivavoce davanti alla sala: «I robot non prenderanno il controllo del mondo. È tutta una bufala».</div>
<div><br></div>
<div>Da Pechino la risposta è arrivata altrettanto netta. Il Global Times ha definito la proposta un copione da «Guerra Fredda», poiché Amodei nello stesso saggio chiede di stringere i controlli sull'export dei chip verso la Cina e di fermare la distillazione dei modelli occidentali; il portavoce degli Esteri Guo Jiakun ha aggiunto che allarmismo e competizione ostile non aiutano nessuno.</div>
<div><br></div>
<div>Huang, per parte sua, tiene una posizione più sfumata di quella arrivata per telefono: le segnalazioni dei ricercatori vanno prese sul serio, e gli scenari apocalittici gli sembrano poco fondati.</div>
<div><br></div>
<div>La notizia gira come una partita a chi ha ragione sull'apocalisse, e a quel livello resta appassionante quanto una partita dove non sei né in campo né in tribuna. In quella stanza si decide il ritmo dei modelli di frontiera, e <b>nessuno dei quattro rappresenta la tua azienda</b>. Ciò che ti riguarda davvero è un altro ritmo, che corre più in fretta e arriva senza dibattito.</div>
<div><h2>Il ritmo che tocca a te arriva da una pagina di documentazione</h2></div>
<div>Il 16 settembre, due giorni dopo la telefonata, OpenAI ha messo una data sui GPT personalizzati: dal 25 settembre non se ne creano più di nuovi e l'11 dicembre smettono di funzionare, sostituiti dai Plugin. Nessun saggio e nessuna telefonata in vivavoce. Una pagina di assistenza aggiornata.</div>
<div>Chi in azienda si era costruito un assistente su misura, gli aveva caricato venti file e aveva insegnato a tre colleghi a usarlo, <b>adesso ha una scadenza che non ha scelto</b>. Le azioni personalizzate, per inciso, non si trasferiscono: quelle vanno rifatte da zero.</div>
<div><h2>Ad agosto è toccato a me</h2></div>
<div>Il 17 agosto Google ha spento i modelli Imagen 4. Una delle pipeline con cui genero immagini ha iniziato a rispondere «404». Il modello era proprio sparito dall'elenco, senza che un preavviso utile fosse mai arrivato fino a me, per cui se ne sono andate mezza giornata fra capire dov'era il guasto e riscrivere la chiamata su un modello diverso, con un costo per immagine quasi raddoppiato.</div>
<div><br></div>
<div>Quello che mi è rimasto riguarda l'impianto più della riparazione. Adesso quella pipeline ha una catena di modelli di ricambio che si cambia da una variabile, per cui il prossimo spegnimento lo tampono in dieci minuti. Il guasto tornerà comunque, e <b>la differenza sta tutta in quanto mi costerà la seconda volta</b>.</div>
<div><h2>In fabbrica il ricambio lo tieni in magazzino</h2></div>
<div>Nessuno costruisce una linea attorno a un pezzo che ha un solo fornitore al mondo, o se lo fa tiene il ricambio a scaffale.</div>
<div><br></div>
<div>Con l'AI succede il contrario quasi sempre: <a href="/blog/il-modello-si-sceglie-sui-tuoi-dati-non-sui-benchmark-di-chi-lo-vende">si sceglie lo strumento che già gira in ufficio</a>, ci si costruisce sopra una procedura, e la domanda su cosa accada se sparisce se la pone qualcuno solo il giorno in cui sparisce.</div>
<div>Il legame con la telefonata di Los Angeles è più stretto di quanto sembri. Quando si discute di export di chip e di chi può addestrare cosa, <b>si sta discutendo anche del prezzo, della disponibilità e delle regole dello strumento che hai aperto stamattina</b>.</div>
<div><h2>L'onestà su questa storia</h2></div>
<div>Nessuno dei quattro protagonisti è un osservatore neutrale, e nemmeno io. Amodei chiede di rallentare e nello stesso testo chiede controlli sull'export che aiutano la posizione della sua azienda, mentre Trump e Huang difendono una corsa da cui dipendono investimenti enormi; Anthropic, per trasparenza, è l'azienda che fa Claude, uno degli strumenti con cui lavoro ogni giorno.</div>
<div><br></div>
<div>Sul merito del rischio estremo non ho una competenza tecnica da offrire, e chi ce l'ha non va d'accordo nemmeno coi colleghi di laboratorio. <a href="/blog/chi-costruisce-lai-la-teme-da-vent-anni-le-regole-per-chi-la-usa-in-azienda">Della paura di chi costruisce questi sistemi ho già scritto</a>, per cui qui mi tengo alla parte verificabile: due strumenti spenti in un mese, con calendari decisi altrove.</div>
<div><h2>Cosa farei domattina</h2></div>
<div>Scegli la procedura che ti farebbe più male se domattina smettesse di funzionare, quella che gira ogni giorno e che ormai sa fare una persona sola. Scrivi su un foglio da quale strumento dipende, con quale account e chi l'ha configurata. Poi provala una volta su un modello diverso e cronometra quanto ci metti a riportarla a un risultato accettabile. Quel numero è il tuo costo di ricambio. Se supera la mezza giornata, riscrivi le istruzioni in un file tuo, fuori dallo strumento. Fra trenta giorni ripeti la prova su una seconda procedura. <b>Se non sai dire quanto ti costa cambiare fornitore, l'hai già scelto per sempre.</b></div>
<div><i>(Fonti: Dario Amodei, «We Must Pace the Frontier», darioamodei.com, 12 settembre 2026 · All-In Summit, Los Angeles, 14 settembre 2026 · Global Times e conferenza stampa del portavoce Guo Jiakun, 14 settembre 2026 · OpenAI, ritiro dei GPT personalizzati, 16 settembre 2026.)</i></div>
Domande frequenti
Devo smettere di usare ChatGPT o Claude per non dipendere da un fornitore?
No, e cambiare strumento ogni sei mesi costa più di quanto risolva. La dipendenza diventa un problema quando la procedura vive soltanto dentro lo strumento: istruzioni scritte in una finestra, file caricati là dentro, nessuna copia altrove. Se invece le istruzioni stanno in un tuo documento e i file nella tua cartella, spostarti su un altro modello diventa mezza giornata di lavoro invece di un cantiere. Resta dove sei e tieni fuori la parte che è tua.
I GPT personalizzati smettono davvero di funzionare l'11 dicembre?
Le date dichiarate da OpenAI sono queste, e valgono per i workspace interessati: per gli altri piani l'azienda scrive che dovrebbero seguire lo stesso calendario, senza garantirlo account per account. L'avviso buono resta quello che compare dentro il tuo workspace. Nel frattempo due cose conviene farle subito: scaricare i file di conoscenza, che sono roba tua, e chiudere le modifiche prima di migrare, poiché dopo la migrazione l'originale resta in sola lettura.
Come faccio a sapere quanto sono esposto, senza fermare il lavoro?
Bastano un foglio e mezz'ora. Elenca le tre o quattro attività in cui l'AI è entrata davvero, e per ognuna segna lo strumento, chi ha l'account e dove stanno le istruzioni. Quelle che dipendono da un account personale di una persona sola sono le prime da sistemare, e il motivo ha poco a che fare col fornitore: se quella persona cambia reparto, il problema ti arriva molto prima di qualsiasi spegnimento.