Quando l'AI scrive il codice ma non licenzia nessuno

A febbraio Block ha tagliato 4.000 posti dicendo che l'AI permetteva "team più piccoli e piatti". Pochi giorni dopo è emerso il vero motivo: l'azienda era sotto pressione finanziaria. L'AI faceva da copertura.

Quando l'AI scrive il codice ma non licenzia nessuno

A febbraio 2026 Jack Dorsey ha annunciato il taglio di 4.000 dipendenti in Block, l'azienda dietro Cash App e Square.&nbsp;<div><b>Motivazione ufficiale: l'AI consente "un nuovo modo di lavorare" con team più snelli.</b></div><div><b><br></b><div>Le settimane successive hanno raccontato un'altra storia. Bloomberg ha verificato i conti: dopo aver triplicato il personale durante la pandemia, l'azienda era sotto forte pressione finanziaria. Una data scientist del team Cash App, Naoko Takeda, ha scritto pubblicamente che in Block l'AI veniva "imposta a forza" con guadagni di produttività molto limitati. Ha rifiutato un aumento del 75% e se n'è andata.</div><div>Questo schema ha un nome.&nbsp;</div><div><b>Negli Stati Uniti lo chiamano AI washing:</b> attribuire all'intelligenza artificiale tagli decisi per ragioni economiche, perché suona meglio davanti agli investitori.</div><div><br></div><div>I numeri lo confermano. Un sondaggio citato da Arvind Narayanan e Sayash Kapoor nella newsletter AI as Normal Technology (giugno 2026) riporta che il <b>59% dei responsabili HR americani ammette di enfatizzare l'AI per giustificare blocchi delle assunzioni e licenziamenti.</b> Lo stato di New York ha aggiunto una casella "licenziamenti dovuti all'AI" nelle dichiarazioni obbligatorie: nel primo anno, su oltre 160 aziende, una sola l'ha spuntata.</div><div><h2>Perché chi scrive codice non viene sostituito</h2></div><div><span style="font-size: 0.875rem; font-family: Inter, ui-sans-serif, system-ui, -apple-system, BlinkMacSystemFont, &quot;Segoe UI&quot;, Roboto, &quot;Helvetica Neue&quot;, Arial, &quot;Noto Sans&quot;, sans-serif;"><b>I CEO ripetono una percentuale: "il 65% del nostro codice lo scrive l'AI".</b> E da lì molti deducono che presto i programmatori non serviranno più. Il ragionamento sembra logico. È sbagliato.</span></div><div>Scrivere codice non è mai stato il collo di bottiglia. <b>Uno studio Microsoft su 6.000 sviluppatori mostra che la scrittura vera e propria occupa tra il 9% e il 61% del loro tempo, a seconda dei casi. Il resto se ne va in riunioni, decisioni, verifiche, comprensione del sistema.</b></div><div><b><br></b></div><div>Narayanan e Kapoor descrivono il lavoro tecnico come un panino "decidi-esegui-consegna".<b> L'AI ha schiacciato la parte centrale, l'esecuzione.</b> Le due estremità resistono. Decidere cosa costruire richiede capire bisogni, priorità, vincoli. Consegnare richiede assumersi la responsabilità di ciò che funziona.</div><div>Un dato lo dimostra bene. Su 100.000 sviluppatori di GitHub, gli agenti AI hanno prodotto otto volte più righe di codice.<b> Il risultato? Solo il 30% di rilasci in più. La macchina ha accelerato la parte facile e ha lasciato intatta quella difficile.</b></div><div><h2>Cosa c'entra con la tua azienda</h2></div><div>Lavoro con imprenditori manifatturieri e artigiani in Romagna. <b>La domanda che ricevo più spesso, sottovoce, è la stessa: "Con l'AI dovrò ridurre il personale?"</b></div><div><br></div><div>L'AI velocizza la parte centrale del lavoro di chi hai in azienda, la stesura di un preventivo, la prima bozza di un'email, l'analisi di un foglio di calcolo. Lascia in mano alle persone le due estremità che contano: decidere e rispondere del risultato davanti al cliente.</div><div><b>Chi taglia personale "grazie all'AI" prima di aver costruito un processo che funziona, fa lo stesso errore di Dorsey. </b>Si racconta una storia comoda. Forrester ha intervistato le aziende che preparavano licenziamenti giustificati dall'AI: nove volte su dieci non avevano nemmeno un'applicazione pronta a sostituire quei ruoli.</div><div><b>La produttività dell'AI, quando esiste davvero, non si vede nei licenziamenti.</b> Si vede nelle assunzioni che rallentano e nel tempo liberato per le persone che restano. Sono due cose diverse, e confonderle costa caro.</div><div><h2>Cosa puoi fare adesso</h2></div><div><b>Prima di chiederti chi puoi togliere, chiediti quale parte ripetitiva del lavoro puoi comprimere.</b> Prendi un'attività che la tua squadra fa ogni settimana, misurala in ore, e prova a ridurla con l'AI per 30 giorni. Poi guarda il numero, non la sensazione.</div><div>Se quel tempo liberato lo reinvesti in decisioni migliori e in più lavoro per i clienti, l'AI ti fa crescere. Se lo usi solo per fare di più con meno gente, stai raccontando anche tu la storia comoda.</div><div><br></div><div><i>Fonte principale: Arvind Narayanan e Sayash Kapoor, "Why AI hasn't replaced software engineers, and won't", newsletter AI as Normal Technology, 11 giugn</i></div></div>

Domande frequenti

Quindi l'AI non fa risparmiare sul personale?

Non nel modo in cui lo intende chi taglia per primo. Il risparmio reale arriva dalle attività ripetitive che comprimi, non dalle persone che mandi via. Chi licenzia perde proprio la conoscenza interna che serve per usare bene l'AI.

La mia è un'azienda piccola, vale lo stesso ragionamento?

Sì, e con un vantaggio. In una PMI le decisioni e i rapporti con i clienti sono nelle mani di poche persone che conoscono tutto. È esattamente la parte che l'AI non sostituisce. Hai meno da temere di una multinazionale, non di più.

Come faccio a capire se l'AI mi sta dando un risultato vero o solo una sensazione?

Misura prima e dopo, su una sola attività concreta. Quante ore costava quel preventivo o quel report il mese scorso, quante ne costa adesso. Se non riesci a mettere un numero sul risparmio, probabilmente non c'è ancora.