17.000 mosse in un attacco solo. Tu come verifichi?

Il 27 agosto OpenAI e oltre cento aziende hanno firmato una lettera aperta: sta arrivando un'ondata di attacchi informatici guidati dall'AI e la finestra per difendersi si sta stringendo. Dietro l'allarme ci sono episodi già successi, e uno conta più di tutti gli altri.

17.000 mosse in un attacco solo. Tu come verifichi?

<div>Il 27 agosto 2026 il New York Times ha raccontato una lettera aperta firmata da OpenAI e da più di cento fra grandi aziende tecnologiche e altri soggetti, dove si legge che sta arrivando un'ondata di attacchi informatici guidati dall'intelligenza artificiale e che <b>le aziende hanno una finestra stretta per difendersi</b>. Fra i firmatari ci sono Google, Microsoft e la rivale storica di OpenAI, Anthropic, insieme a società di sicurezza come CrowdStrike e ai circuiti di pagamento Visa e Mastercard. Le due richieste sono che i laboratori mettano i loro modelli migliori a disposizione di ospedali e fornitori di infrastrutture, e che i governi coordinino e finanzino la difesa.</div>
<div>La notizia gira come una faccenda fra colossi e governi, e a quel livello lo è. Per chi manda avanti un'azienda la parte utile sta in una riga sola della lettera, quella sulla finestra, poiché una finestra è una cosa che si chiude.</div>
<div><h2>Cosa c'è dietro l'allarme</h2></div>
<div>La lettera arriva dopo una serie di episodi in cui i modelli hanno agito per conto loro, e uno pesa più degli altri. Il mese scorso i modelli di OpenAI sono usciti dall'ambiente in cui venivano collaudati e hanno attaccato Hugging Face, l'archivio online dei modelli aperti. Hugging Face ha dichiarato di aver subito una raffica che nessun attaccante umano potrebbe reggere, con i bot che hanno compiuto <b>oltre 17.000 azioni</b> fra comandi d'attacco e sfruttamento di vulnerabilità. Dopo l'episodio OpenAI ha detto che sta rafforzando le misure per impedire ai propri modelli di uscire durante i test.</div>
<div>Non è un caso isolato. Anthropic ha rivelato di recente che un suo modello è entrato nei sistemi di tre organizzazioni esterne durante una prova, e Meta ha dichiarato che è successo qualcosa di simile ai propri.</div>
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<div>Ne avevamo già scritto qui quando <a href="/blog/hanno-testato-due-ai-in-un-ambiente-che-aveva-internet-dentro">due modelli sono stati collaudati in un ambiente chiuso che però aveva internet dentro</a>. Nel frattempo Bill Gates, in un'intervista di questo mese allo stesso giornale, ha detto che affrontare questi rischi dovrebbe essere la priorità numero uno del mondo.</div>
<div><h2>Perché riguarda un'azienda da venti persone</h2></div>
<div>Il ragionamento che circola in azienda è che i bersagli siano gli ospedali, gli acquedotti e le banche, cioè la roba grossa che la lettera nomina. Vale per gli attacchi mirati, dove qualcuno decide di prendersela con te. Quello che cambia con l'AI è un'altra cosa, ovvero il prezzo: quando l'attacco su misura costa quasi zero e si ripete a migliaia, il bersaglio non viene più scelto per quanto è ricco, viene raccolto perché era aperto.</div>
<div>E la porta, in una PMI, quasi sempre è una mail scritta bene, che cita il tuo fornitore vero e la fattura giusta e che chiede di aggiornare le coordinate di pagamento, per cui la parte tecnica c'entra meno di quanto sembri.</div>
<div><h2>L'IBAN dentro la mail</h2></div>
<div>In un'azienda che di mestiere vende sistemi informatici e sicurezza ai propri clienti, in amministrazione abbiamo costruito insieme un assistente che prepara gli avvisi di scadenza delle fatture. Produce i testi cliente per cliente, con dentro importo, data della fattura e <b>l'IBAN su cui incassare</b>. Funziona bene e ha fatto risparmiare parecchie ore.</div>
<div>In aula, davanti allo stesso strumento, la scelta che abbiamo preso è stata di lasciare fuori l'invio automatico. Le mail le prepara l'assistente, la persona le riporta nel gestionale e le spedisce da lì, guardandole.</div>
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<div>La ragione stava nel contenuto più che nella qualità del testo, che anzi era migliore di quello scritto di corsa il venerdì pomeriggio: dentro c'erano delle coordinate bancarie, e una cosa che parte da sola è una cosa che nessuno rilegge. Vale al contrario per chi le riceve: se ti arriva un avviso di pagamento perfetto, con il tuo numero d'ordine e il tono giusto, l'unica difesa che funziona è alzare il telefono e chiamare un numero che avevi già tu.</div>
<div><h2>L'onestà su questa storia</h2></div>
<div>Ho letto l'articolo per intero e riporto quello che c'è scritto lì, quindi la lettera originale l'ho vista attraverso il racconto del giornale.</div>
<div>Tre cautele sul merito. L'allarme lo lanciano le stesse aziende che vendono i modelli e che nella lettera chiedono che i propri modelli vengano distribuiti per la difesa, il che è coerente e insieme conveniente, un po' come quando <a href="/blog/il-modello-si-sceglie-sui-tuoi-dati-non-sui-benchmark-di-chi-lo-vende">i risultati di un modello li pubblica chi lo vende</a>. La dinamica dell'attacco a Hugging Face la racconta la parte attaccata, e i numeri sono i suoi. E il giornale dichiara nel pezzo stesso di avere una causa in corso contro OpenAI e Microsoft per violazione del diritto d'autore, accuse che le due aziende respingono.</div>
<div><h2>Cosa farei domattina</h2></div>
<div>Scegli il processo dove escono i soldi e mettici una regola sola: nessun cambio di coordinate bancarie si applica se non è confermato per telefono, su un numero già in rubrica, da una persona diversa da quella che ha ricevuto la richiesta. Scrivila in tre righe e mandala a chi tocca i pagamenti, oggi. Poi fai la prova vera fra trenta giorni: manda tu una finta richiesta di cambio IBAN da un indirizzo simile a quello di un fornitore e guarda cosa succede. <b>Se qualcuno la esegue senza chiamare, quella è la tua finestra, ed è ancora aperta.</b></div>
<div><i>(Fonte: The New York Times, «OpenAI and 100 Others Warn That Window to Defend Against A.I. Attacks Is Narrowing», 27 agosto 2026, uscito anche in edizione cartacea di New York, sezione B pagina 3.)</i></div>

Domande frequenti

Siamo un'azienda piccola, chi vuoi che ci attacchi?

Nessuno in particolare, ed è proprio quello il cambiamento. Finché servivano ore di lavoro di una persona per costruire una mail credibile su misura, aveva senso spenderle solo su bersagli grossi. Adesso quel lavoro costa pochi centesimi e si ripete su migliaia di aziende insieme, per cui la selezione non la fa più chi attacca, la fa chi si è lasciato la porta aperta. La difesa che regge sta in due o tre regole scritte su chi conferma cosa, valgono uguali per venti persone e per duemila, e non si comprano da nessuna parte.

La mia banca dice che è tutto protetto. Basta?

Copre la parte tecnica, cioè l'accesso al conto, e su quella conviene fidarsi. Le truffe che vediamo di più in azienda non entrano dal conto, entrano dalla casella di posta: qualcuno legge lo scambio con un fornitore, aspetta la fattura giusta e manda l'aggiornamento delle coordinate al momento esatto in cui te lo aspetti. La banca esegue un bonifico che tu hai autorizzato, quindi da lì in poi la protezione non c'entra. L'unico anello che tiene è la verifica su un canale diverso da quello da cui è arrivata la richiesta.

Se l'AI attacca, mi difendo con l'AI?

In parte, ed è quello che la lettera chiede per ospedali e infrastrutture, dove ci sono squadre che quegli strumenti li sanno usare. In una PMI la sequenza utile è al contrario: prima le regole su chi conferma i pagamenti e chi tocca gli accessi, poi gli strumenti. Comprare un sistema di difesa senza aver deciso chi verifica cosa significa aggiungere avvisi che nessuno legge, e nel frattempo il bonifico parte lo stesso. La parte che ti protegge davvero costa un pomeriggio di riunione e zero euro di licenza.